Chi siamo
Il Collettivo Raniero Panzieri è nato sulla scia di un seminario su
“Raniero Panzieri e l’operaismo”, che si tiene a Milano fin da febbraio
del 2017 con incontri settimanali.
Il seminario è stato organizzato per “…… indagare il tema dell’operaismo. Partendo dalle proposte di Panzieri negli anni 60, attraverso il movimento degli anni 70, fino agli anni 90, quando il disfacimento della rappresentanza democratica nella politica e nel sindacato raggiunge un livello di crisi che perdura ancora oggi. L’analisi di questa crisi affronterà anche il problema del suo rapporto con i cambiamenti della composizione di classe e dei processi produttivi in Italia e della corrispondente evoluzione del capitalismo italiano in Europa.”
La prima fase del seminario si è conclusa con la lettura e discussione dei testi principali di Panzieri. Nonostante i grandi cambiamenti nei processi produttivi, nell’organizzazione del lavoro e nella situazione politica e sindacale, l’approccio metodologico di Panzieri, radicato concretamente nelle realtà della produzione, del lavoro e della società, è sembrato ai partecipanti al seminario, un approccio ancora valido per l’analisi della situazione Italiana ed Europea di oggi. L’obiettivo da lui indicato ci sembra tuttora valido ed attuale: la ripresa radicale dei bisogni dei lavoratori, al di là dei necessari obiettivi riformisti che ne marcano comunque i passi in avanti, fino al raggiungimento di quella condizione di dualismo di potere tra borghesia e lavoratori, che permette di porre concretamente le condizioni per il cambiamento dei processi produttivi e sociali, Questo obiettivo non è mai stato praticato coscientemente ed è l’unico modo concreto di articolare le lotte dei lavoratori per i loro bisogni con le lotte di tutta la società per modificare le forme ed i rapporti di produzione verso una società adeguata all’uomo.
Inoltre già in Panzieri vi sono notevoli anticipazioni su aspetti dei processi produttivi oggi pienamente in atto, come il ruolo della tecnologia, i nuovi lavoratori tecnologici e l’uscita di molti processi produttivi dalla fabbrica nella società
Il seminario quindi intende proseguire il lavoro sull’analisi degli attuali processi produttivi e sulla loro incidenza sulla vita dei lavoratori e sulla società. Con particolare attenzione agli aspetti dell’uso della tecnologia, cui soluzioni, come aveva già rilevato Panzieri, sono rivolte al controllo completo del processo produttivi dalla progettazione e produzione, fino alla logistica e alla distribuzione. E non tanto per migliorare i prodotti, e talvolta neppure la produttività, ma proprio per pianificare e controllare, a garanzia dei processi finanziari associati alla produzione e a scapito dei lavoratori e della società.
In questa ottica la ripresa del seminario nell’autunno cercherà di ampliare i temi fin’ora affrontati ed inoltre di ampliare i contatti a le tutte persone e le organizzazioni che su questi temi già si muovono.
Il seminario non esprime un giudizio comune e consolidato. Le persone che vi partecipano in gran parte non sono interne ad organizzazioni preesistenti e portano nel seminario le loro idee e le loro conoscenze, che sono anche esperienze concrete di lavoro.
Il seminario si appoggia alle strutture di Rosso che, da compagni non settari, ci ospitano e partecipano, senza nessuna pretesa di controllo politico. Il seminario non ha quindi una conclusione preventiva e il gruppo lavora con posizioni distinte e con completa autonomia nella sua ricerca. Per questo invitiamo altre persone e altri gruppi a partecipare e speriamo di essere invitati alle loro iniziative e di ricevere le informazionie e i risultati del loro lavoro.
Il seminario è stato organizzato per “…… indagare il tema dell’operaismo. Partendo dalle proposte di Panzieri negli anni 60, attraverso il movimento degli anni 70, fino agli anni 90, quando il disfacimento della rappresentanza democratica nella politica e nel sindacato raggiunge un livello di crisi che perdura ancora oggi. L’analisi di questa crisi affronterà anche il problema del suo rapporto con i cambiamenti della composizione di classe e dei processi produttivi in Italia e della corrispondente evoluzione del capitalismo italiano in Europa.”
La prima fase del seminario si è conclusa con la lettura e discussione dei testi principali di Panzieri. Nonostante i grandi cambiamenti nei processi produttivi, nell’organizzazione del lavoro e nella situazione politica e sindacale, l’approccio metodologico di Panzieri, radicato concretamente nelle realtà della produzione, del lavoro e della società, è sembrato ai partecipanti al seminario, un approccio ancora valido per l’analisi della situazione Italiana ed Europea di oggi. L’obiettivo da lui indicato ci sembra tuttora valido ed attuale: la ripresa radicale dei bisogni dei lavoratori, al di là dei necessari obiettivi riformisti che ne marcano comunque i passi in avanti, fino al raggiungimento di quella condizione di dualismo di potere tra borghesia e lavoratori, che permette di porre concretamente le condizioni per il cambiamento dei processi produttivi e sociali, Questo obiettivo non è mai stato praticato coscientemente ed è l’unico modo concreto di articolare le lotte dei lavoratori per i loro bisogni con le lotte di tutta la società per modificare le forme ed i rapporti di produzione verso una società adeguata all’uomo.
Inoltre già in Panzieri vi sono notevoli anticipazioni su aspetti dei processi produttivi oggi pienamente in atto, come il ruolo della tecnologia, i nuovi lavoratori tecnologici e l’uscita di molti processi produttivi dalla fabbrica nella società
Il seminario quindi intende proseguire il lavoro sull’analisi degli attuali processi produttivi e sulla loro incidenza sulla vita dei lavoratori e sulla società. Con particolare attenzione agli aspetti dell’uso della tecnologia, cui soluzioni, come aveva già rilevato Panzieri, sono rivolte al controllo completo del processo produttivi dalla progettazione e produzione, fino alla logistica e alla distribuzione. E non tanto per migliorare i prodotti, e talvolta neppure la produttività, ma proprio per pianificare e controllare, a garanzia dei processi finanziari associati alla produzione e a scapito dei lavoratori e della società.
In questa ottica la ripresa del seminario nell’autunno cercherà di ampliare i temi fin’ora affrontati ed inoltre di ampliare i contatti a le tutte persone e le organizzazioni che su questi temi già si muovono.
Il seminario non esprime un giudizio comune e consolidato. Le persone che vi partecipano in gran parte non sono interne ad organizzazioni preesistenti e portano nel seminario le loro idee e le loro conoscenze, che sono anche esperienze concrete di lavoro.
Il seminario si appoggia alle strutture di Rosso che, da compagni non settari, ci ospitano e partecipano, senza nessuna pretesa di controllo politico. Il seminario non ha quindi una conclusione preventiva e il gruppo lavora con posizioni distinte e con completa autonomia nella sua ricerca. Per questo invitiamo altre persone e altri gruppi a partecipare e speriamo di essere invitati alle loro iniziative e di ricevere le informazionie e i risultati del loro lavoro.
